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Commenti Nuova Mineraria Silius

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Autore: Mario Pinna

Mi sono occupato del sistema minerario e agro industriale sardo nella seconda parte della legislatura a presidenza Palomba. Concordo sulla ricostruzione che Lei ha fatto della vicenda della NMS e sulle considerazioni finali sui costi e sullo spreco di denaro pubblico. In quegli anni la linea politica della regione stata quella da Lei auspicata:

fuoruscita della Regione dal ruolo di imprenditore, privatizzazione o messa in liquidazione delle di aziende in perdita (Sardamag, ecc), di miniere improduttive, privatizzazione del settore agro-alimentare pubblico ( Casar, Industria sarda zuccheri, ecc.). Messa in liquidazione dellEMSA che stato (col pretesto di promuovere attivit industriali sostitutive) il fautore di un nugolo di iniziative imprenditoriali, tutte fallimentari, a spese del bilancio dello Stato e della Regione. Furono anche ripianati i debiti del settore agro alimentare verso le banche, grazie soprattutto alliniziativa e allimpegno dellAssessore della programmazione, prof.

Antonio Sassu ( 15 miliardi di vecchie lire di interessi annui).

Inizialmente i sindacati e le RSU la presero male: una volta un commando, di cui non fu difficile individuare il mandante, occup lassessorato in viale Trento e butt le mie carte dalla finestra. Successivamente gli stessi lavoratori interessati, attraverso un gran numero di incontri, compresero che era indifendibile una fabbrica con 120 lavoratori che perdeva 15 miliardi di vecchie lire allanno, come la Sardamag, ( ma lo stesso valeva per alcune miniere) che era un danno per la Sardegna, che era contro le disposizioni europee. Per contro la linea della giunta fu quella di non mettere in strada neanche un lavoratore e cos fu: nella legge di soppressione dellEMSA fu previsto uno strumento per il ricollocamento, in ogni forma possibile dei lavoratori. I veri irriducibili non furono n i lavoratori, n i sindacati. Furono gli uomini dei CDA, con alcune eccezioni.

Allora non si ebbe alcuna manifestazione di interesse per la NMS e intanto fin la legislatura. Mi pare che ora si torni verso la vecchia linea della regione imprenditrice. Essendo al margine della vita politica, non so in quali sedi sia stata elaborata tale svolta e su quali presupposti si fondi la nuova strategia. Forse Lei pu farsi promotore di una qualche iniziativa alla quale possa essere invitata lAmministrazione Regionale ad illustrare tali scelte.

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Autore: Ing. Vincenzo Pruna

Oltre alle osservazioni pienamente condivisibili di R. Saba, occore considerare la ragionevolezza del progetto industriale di Silius, su cui vorrei proporre alcune riflessioni.

La fluorite viene definita minerale “supergenico”, ovvero un minerale che ad una relativa profondità va scomparendo (e non è il solo). Non si può dunque ritenere che, a oltre 450 metri dagli affioramenti, la fluorite continui ad interessare tutto lo sviluppo del filone, soprattutto nelle stesse quantità della parte più alta del giacimento.

Oggi il valore del grezzo estraibile non ripaga neanche il 50% del costo dell’esercizio determinato in questi ultimi anni.

Nei primi anni dell’esercizio minerario (1976-1977), il tenore in fluorite nel grezzo estratto raggiunse anche il 43%; ma nove anni dopo – nel 1986 – ad una profondità media di 250-300 metri dagli affioramenti, era già calato al 33%. Alcuni anni più tardi, con l’

abbandono da parte della società privata, subentrata nel 1992 la gestione pubblica della Mineraria Silius, si otteneva il 29% in fluorite nel grezzo estratto! La supergenicità del minerale lo prevedeva. Dunque, il giacimento della Silius è in fase di naturale esaurimento.

La Nuova Mineraria Silius a capitale regionale, dal 1992 ad oggi, ha maturato solo perdite di gestione e richiesto annualmente ingenti supporti finanziari pubblici. Alla presenza sempre più ridotta della fluorite, infatti, si è accompagnato anche un più alto costo di estrazione a causa della profondità raggiunta con i lavori minerari.

Gli investimenti necessari per mantenere in sicurezza l’esercizio ed in efficienza il macchinario e le attrezzature non hanno trovato alcuna possibilità di ammortamento.

Questa situazione non si può nascondere né tanto meno sottovalutare, ed il Sindacato (e il decisore politico) dovrebbe esserne chiaramente informato.

by Amministratore last modified 2007-06-04 10:46

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